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Blowin'in the wind - Carpfishing session in Bolsena

Eccoci qui amici, a raccontarvi una sessione incredibile. Cominciamo però dall’inizio!Io e Luca Bandieri (Betackle Head), decidiamo di organizzare una pescata sulle magnifiche sponde dell’imponente lago di Bolsena. Le date previste erano dal 25 al 30 marzo, periodo che dovrebbe coincidere con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera che quest’anno sembra essere arrivata in anticipo, grazie anche ad una stagione fredda non troppo rigida! Decidiamo di portare con noi diverse varietà di esche, per poter coprire ogni tipo di situazione, quindi Spicy Crab, Banana e Secret Fruit; sarà proprio quest’ultima a regalarci più catture e più di taglia!Si sa, pianificare il tutto ,a volte, non vuol dire essere certi che ogni cosa vada a buon fine e difatti a pochi giorni dalla partenza ricevo una telefonata da Luca: “Ma’…ce un problema, qui ci salta la sessione!”. Un’avaria alla sua auto gli impediva di poter raggiungere il lago! La mia riposta è stata immediata e secca: “Nessun problema, prendo il Doblò e ti vengo a prendere!” Non mi interessava di quanto avrei dovuto allungare il viaggio, Bolsena è rimasto nel cassetto dei desideri per troppo tempo ed ora che c’ero così vicino non avrei rinunciato per nessun motivo.La strada era già in salita ancor prima di partire, ma il nostro motto è “Never give up”… E potevamo essere proprio noi a mollare??? Nemmeno per sogno! Ci accordiamo che una volta raggiunta casa di Luca avremo passato la notte li per poi ripartire la mattina presto. Detto fatto e dopo circa cinque ore di viaggio raggiungo Fabriano, saluto il mio compagno d’avventura e carichiamo la sua attrezzatura nella mia macchina. Sono già le otto e andiamo a cenare con Luca Sforza (il Morrison) e Davide Venturelli, altri due membri del nostro affiatatissimo team. Un panino, una chiacchiera e qualche sigaretta dopo, è già mezzanotte. Io e Luca ci guardiamo e ci chiediamo: ”Ma chi ci dorme stanotte?” L’adrenalina per la sfida al grande vulcano era troppa e così in quattro e quattr’otto la decisione è presa! Si parte!Raggiungiamo la postazione A di Gradoli e montiamo velocemente il bivvy per schiacciare un pisolino, stanchi dal viaggio. Una volta svegli la meraviglia del vulcano ci crea iperattività sin da subito e in men che non si dica tutto è montato e finalmente possiamo uscire a scandagliare! Troviamo subito due hot spot: il primo un grosso plateau di rocce che passa bruscamente da cinque metri e mezzo a tre, dove caleremo due canne sui margini destro e sinistro, e un erbaio di circa quaranta metri agli estremi del quale posizioneremo altre due canne. Gli ultimi due inneschi andranno alla ricerca del pesce di passaggio una su sei metri e mezzo e l’altra sui sette e mezzo, entrambe su un fondale duro principalmente composto da ciottoli.Visto le differenze sostanziali degli spot decidiamo di attuare una pesca di squadra e optiamo per ferrare una canna a testa, cosi da poter sfruttare entrambi gli spot al meglio!Il lago è ancora mosso da una perturbazione nei giorni passati, ma una volta calate le canne (nemmeno a farlo a posta) le onde si placano e ci lasciano godere una stellata di quelle che non si scordano, uscendo con la barca, grazie anche all’assenza della luna, lo spettacolo sopra le nostre teste era davvero mozzafiato! Una volta in pesca ci possiamo finalmente rilassare e godere di un pasto caldo per rifocillare corpo e spirito.Intorno a mezzanotte decidiamo di entrare nelle nostre tende per riposarci dopo le due giornate appena passate, il tempo di una chiacchiera di pochi minuti, scaldando il sacco a pelo e pregustando una dormita che mancava ormai da quarantotto ore…ma ecco che la canna sotto al plateau parte all’impazzata, è sul pod di Luca, sarà lui dunque ad aprire le danze! Tra noi e il pesce ci non ci sono ostacoli, così decidiamo di non uscire in gommone, ma ci infiliamo i waders per poter guadinare il pesce in acqua un pò più alta, la mole del pesce la intuiamo subito, e dopo un bel combattimento la infiliamo nella nostra rete. La guardiamo, e ci guardiamo soddisfatti! Le Secret Fruit sono andate subito a segno con un pesce poco sotto i venti chilogrammi di peso, ottimo inizio di una sessione che avrà ancora molto da dare! Il meteo è buono e noi non perdiamo tempo, mettiamo il pesce nel carpsack galleggiante in acqua più profonda lontano da ostacoli (mi raccomando abbiate cura del pescato ed usate attrezzi idonei e larghi soprattutto) e andiamo subito a ricalare il nostro blow out rig, pasturando con circa tre etti di boiles sparse nel raggio di circa cinque metri, e con un gran sorriso sui nostri volti torniamo a riva per rimetterci in tenda...La pace dura veramente poco, non facciamo nemmeno in tempo a prendere sonno che la stessa canna riparte come un treno, questa volta tocca me, stessa tecnica waders e in acqua fino alla cinta. La carpa viene incontro senza grosse sfuriate e dopo un breve combattimento nei pressi immediati del guadino Luca la avvolge delicatamente col guadino. E’ fatta! Non è un pesce di taglia esagerata ma è la mia prima carpa del lago di Bolsena, mille emozioni mi scorrono nelle vene e una grande gioia mi fa presto dimenticare la stanchezza. Pesci che fino a quel momento avevo visto solo in video o nelle foto sui giornali erano li legati saldamente nelle sacche di mantenimento protette dalle fitte fronde si un grosso salice piangente, e non aspettavano altro che essere ammirate e fotografate ai primi raggi di sole!Che meraviglia, potevamo finalmente andare a dormire, avevamo entrambi levato il “cappotto” e finalmente le cose cominciavano a girare nel verso giusto!Al risveglio invece del sole, il meteo ci riserva una sorpresa, una perturbazione sta arrivando verso il lago con venti di intensità moderata con punte intorno ai trenta chilometri orari, fotografiamo i pesci e corriamo a ricalare le canne, ma soltanto tre in quanto il lago era pericoloso e con le temperature dell’acqua poco sopra i tredici gradi, e il pesce di disturbo che ancora non era in attività le boiles non avrebbero avuto problemi a rimanere in pesca anche due giorni. La giornata passa tranquilla e questo sarà il trend di tutta la settimana, salvo in serata l’arrivo delle piogge e del freddo. Al calar delle tenebre ceniamo e intorno alle undici e quaranta ci infiliamo nelle nostre brande, ma è proprio a questo punto che la magia si ripete, puntuale come un orologio svizzero la canna sotto la secca parte ancora e Luca in men che non si dica è già impegnato nel suo secondo combattimento un altro pesce di taglia interessante ma quanto? Questa volta l’ago della bilancia supera la fatidica soglia…: ”E’ OVER!!” esclamiamo battendo un sonoro “cinque” sotto un pioggia incessante, ancora Secret Fruit, ancora un pesce di taglia!Il nuovo giorno fa capolino ma il meteo non cambia, approfittiamo di una breve tregua per fotografare e filmare la cattura di Luca, e appena la rilasciamo la pioggia ricomincia battere sui nostri ripari, sono passati solo tre giorni e metà dei nostri vestiti sono già tutti inzuppati!Nel pomeriggio usciamo a ricalare giusto tre canne, quelle ferme da quarantotto ore, ma le operazioni risultano tutt’altro che facili, tra vento onde e pioggia cerchiamo la massima precisione, uno di noi cerca di governare il natante e l’altro cala e pastura: in queste condizioni senza un buon lavoro di squadra oltre a non ottenere risultati, si rischierebbe anche di andare a farsi del male!Aspettiamo fiduciosi la notte, la terza per tenere il conto, ma i ormai il nostro motto è diventato ”a Bolsena non si dorme” e come volevasi dimostrare alla stessa ora un’altra partenza, questa volta però sulla canna lunga, più in profondità. E’ il mio turno, ferro, ma dopo poco la mia fortuna sfacciata, fa si che il pesce trovi un incaglio, dopo qualche sbuffo infiliamo stivali e giubbetti di salvataggio, saltiamo in gommone e con una quinta piena del motore elettrico, in pochi minuti siamo sul pesce che si scaglia immediatamente e mi fa vivere uno di quei combattimenti che non ti scordi più, onde e vento la fanno da padrone e noi sul gommone a ballare col pesce a picco sotto di noi che prende lenza, adrenalina pura! Dopo alcuni minuti però si deve arrendere e lasciarsi avvolgere dalle maglie del guadino. E’ sicuramente un altro bel pesce, e una volta a riva tocca alla bilancia stabilire il peso, e il suo giudizio è ottimo, altra “over 20“! Catturare un pesce in questo vulcano era già un sogno ma poter abbracciare addirittura una carpa di questa mole è incredibile! Durante la notte i viaggi a controllore la nassa e la posizione del pesce sono stati molteplici, ma finalmente arriva giorno e posso rimirarla con la luce, che spettacolo un reginone vulcanico dai colori arancio-oro! Non avrei potuto sperare in qualcosa di meglio! Foto, video e di corsa nel suo ambiente naturale libera e fiera, scusate il gioco di parole, proprio come una regina!Al quarto giorno avevamo già uno score degno di nota ma ancora non era finita, e quello che ci aspettava non lo avremmo nemmeno potuto immaginare!Passa il tempo, e arriva la prima nottata senza catture, ma tutto sommato non potevamo certo lamentarci era già una sessione da ricordare! Arriva venerdì e dunque la penultima notte, il meteo si era stabilizzato dopo l’ennesima giornata di forte vento il lago si era placato, e il cielo era sgombro dalle nuvole siamo tornati alle condizioni della prima notte. Dopo una mangiata di maccheroni alla montanara con salsiccia e funghi, decidiamo che è il momento di tirarci una gran gufata: ”stasera l’aspettiamo svegli!”. Ma la pesca a volte e strana e sa regalarti delle emozioni fortissime, cosi come delle grosse delusioni. Questa però non è la serata delle delusioni e una partenza lenta sulla canna della secca, ormai muta da due notti, ci fa saltare il cuore in gola, dobbiamo alternarci con la canna per poter mettere i waders, ed entrare in acqua. Il pesce viene ma il peso si fa subito sentire, Luca mantiene la calma, ma appena dopo averla vista sgallare la prima volta ad una ventina di metri da noi, le chiacchiere si bloccano e ci ammutoliamo, le gambe di luca iniziano a tremare, io faccio qualche ulteriore passo avanti arrivando con l’acqua quasi alle ascelle. Ma quel pesce che fino a quel momento era sembrato docile e remissivo decide che non è ancora il momento per dichiarare la sua resa, alcune lunghe ripartenze ci tolgono il fiato ma alla fine ad avere la meglio siamo noi! La guardiamo nel materassino e questa volta non serve la bilancia per capire che si tratta di un pesce enorme! La bilancia emette il suo verdetto: 26.000 chilogrammi (28 e rotti con la sacca)! Luca si siede a terra incredulo e quasi commosso dice: ”Nuovo personal best!”. È difficile descrivere le sue emozioni ma posso assicurarvi che era completamente alienato da tutto ciò gli fosse intorno c’erano solamente lui e la sua splendida cattura!Inutile dire che Luca non ha praticamente chiuso occhio durante la notte a causa dell’adrenalina, e per la paura che potesse succedere qualcosa a quella magnifica carpa!E’ giorno, e il sole fa capolino sulle nostre tende, Luca era già sveglio chissà da quanto e mi viene a svegliare con uno di quei sorrisi a cui è difficile non credere! Di giorno quel pesce sembrava ancora più grosso, enorme con una testa impressionante, facciamo delle foto ma con molta fretta per fare in modo di evitare ulteriori stress a questa meraviglia della natura! Dire che il mio socio fosse al settimo cielo era riduttivo, ma anche io, in cuor mio, ero felice di aver condiviso con lui quei momenti magici che rimarranno dentro di noi anche col passare degli anni! La sessione praticamente si conclude cosi, un’ultima notte senza catture non scalfisce la felicità di una di quelle sessioni che probabilmente non si scorderanno mai! Ringrazio Luca per la compagnia ed il lago per le emozioni che ha deciso di regalarci. Tornerò presto a bagnare le mie lenze in questo magnifico specchio d’acqua, e porterò sempre nel cuore questa magnifica esperienza…GRAZIE BOLSENA, A PRESTO!

a cura di Marco Bortone

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