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World carp classic junior champions 2015 - Katlov - Rep. Ceca


…. “ Oi Sam, come stai??

… “ Ciao Lu, qua tutto bene e li??

“ Devo dirti na cosa velocissima poi ti lascio; A maggio andiamo a fare il WCCJ in Repubblica Ceca. Tu sei stato convocato, nel frattempo sceglieremo il tuo socio.”

Non feci nemmeno tempo a rispondere che Luca mi mise giù il telefono. Non ci credevo, ero impazzito in quel momento, non sapevo se si trattasse di uno scherzo o meno, per cui, feci passare la serata e il giorno dopo chiamai nuovamente Luca per chiedere conferma di tutto.

“ Si Sam… Mica stò a scherzà… ma te pare?!?? “

Era tutto vero! A maggio saremo partiti per il lago Katlov, situato a circa un’ora e mezza da Praga.

Passarono i giorni, i mesi, l’ansia cominciava a farsi sentire. Mi chiamò Damiano, altro ragazzo convocato, poco prima delle festività Natalizie per riferirmi che avrei partecipato con lui, da cominciarono infinite chiacchere e discussioni su come poter affrontare quel tipo di sessione, sempre supportati da Luca e Riccardo che ci ascoltavano e davano il loro parere cosi da poter preparare al meglio qualche idea per affrontare la sessione.

La data della partenza era ormai prossima, qualche chiamata veloce a Damiano per organizzarsi per andare a prendere il treno e via verso questa nuova avventura. Partimmo nel primo pomeriggio da Padova con un treno diretto per Roma, dove ovviamente, qualche inghippo non si poteva evitare, tipo che, a Firenze si torna indietro ma, questi sono solo particolari. In serata arrivammo a Roma dove c’era luca ad aspettarci, un veloce panino al Mc e via verso il lago di Castello per una serata rilassante tra chiacchere da Pescatori.

Il giorno seguente ci recammo nel nuovo negozio di Luca per cominciare a preparare tutte le valige cariche di esche. SPICY CRAB & MONSTER SQUIDDY, sono state le esche da noi scelte (ci portammo dietro all’incirca dieci chili totali tra i due tipi di esche). Qualche vasetto di pop-up e ovviamente, piccoli accorgimenti che non potevano mancare, i nuovi GECKO DIP.

Nel primo pomeriggio, ci raggiunse a Castello il grandissimo Riccardo Battisti, capitano per questa spedizione. Ultimissime chiacchere sulla minuteria da prendere e via per una buonissima e abbondante carbonara da BOBBO!

Alle 4.30 la sveglia suonò e con Marco, il fratello di Luca, ci dirigemmo verso l’aeroporto di Fiumicino e partimmo attorno alle 7.30. Un breve viaggio in aereo (per me e Damiano il primo) e atterrammo a Praga.

Come uscimmo dall’aereoporto, vedemmo subito un ragazzo con in mano un cartello al quale c’era scritto: “ ITALIAN TEAM - WORLD CARP CLASSIC “. Già alla lettura di quel cartello, ci fu un’esplosione di adrenalina dentro ognuno di noi. Salimmo sulla macchina riservata a noi che dopo aver girato parecchio per le pianure infinite della Repubblica Ceca, ci porto finalmente a Praga. Un giro “turistico“ all’interno delle sue vie fino a quando una chiamata di Ross a Riccardo ci “comandò” di dirigerci il più presto possibile verso la stazione dei treni che un treno, su cui loro stavano viaggiando, tra pochi minuti sarebbe passato di li. Riccardo mise il telefono in tasca, ci guardò e ci disse:” ragazzi….ora, bisogna… CORREREEEEEE!!!!!! SUU!!!!! Come Le Bestiee!! “… E via! Quattro pazzi che corrono con un’infinità di valige cariche di boilies per la stazione di Praga. Salimmo sulla scala che portava al binario 5 ed ecco Ross e Jakub Vagner che ci corsero incontro per prendere le nostre valige.

Salimmo sul vagone, dove regnava un assoluto silenzio. In quel momento, è stato per me e Damiano il primo impatto con i nostri “rivali “, tutti che ci guardavano curiosi (su di me posso capire, basta guardare la testa che ho), appena passavamo, i “ rivali” cominciavano a parlarsi nell’orecchio uno all’altro; ma noi eravamo troppo stanchi per presentarci o per parlare con loro.

Finalmente ci sedemmo, ma subito arrivarono Ross e il suo gruppo di cameramen per farci le riprese. Una veloce intervista, la consegna del cartellino da portare al collo e via che ci dirigemmo verso la cattedrale di Kutná Hora dove ci sarebbe stata la cerimonia di apertura e l’estrazione delle postazioni.

Damiano fu incaricato all’estrazione, compito non facile, dato che la maggior parte della sorte viene decisa proprio da quel piccolo numero scritto su di un foglietto di carta. Incominciarono le estrazione, noi estraemmo per settimi. Ross chiamò Damiano per estrarre dal sacchetto, li ci fu un silenzio terrorizzante; noi a terra (dato che le estrazioni venivano fatte da una terrazza che si affacciava sulla piazza ) ci cominciammo a chiedere che fine aveva fatto Damiano fino a quando sentimmo la voce di Ross dire: “ITALIAN TEAM PEG SIX”. Alle sue parole ci fu un boato, tutti che venivano ad abbracciarci dicendoci che era una delle postazioni migliori del lago, ma noi, inconsapevoli di tutto e limitandoci a guardare la cartina del lago, vedemmo solamente che la nostra postazione era nel mezzo di un rettilineo e dunque non ci capacitavamo di tutta questa euforia da parte degli altri ragazzi. Tutti i conti tornarono quando Lars ci disse che il lago nell’ultima settimana era calato parecchio e di conseguenza noi ci trovavamo in un ansa co

n parecchi erbai dove le carpe nelle ore notturne e pomeridiane, dato l’inizio della frega e la presenza di cibo, si sarebbero dirette sicuramente.

La serata si concluse con un ricchissimo banchetto offerto dall’organizzazione del WCC e, dopo aver parlato con alcuni ragazzi, ci dirigiamo verso campo allestito per cercare di riuscire a chiudere occhio almeno per qualche ora (cosa che si rileverà impossibile).

La mattina seguente, la sveglia suona presto, ci si prepara per la gara e andiamo tutti assieme a ritirare l’attrezzatura che l’organizzazione poteva offrirci. Ritirato il tutto, carichiamo il furgone e ci dirigiamo verso la nostra postazione.

Appena arrivate nella nostra “peg” ci rendiamo conto che davanti a noi ci si presenta una situazione tutt’altro che favorevole. Infatti notiamo subito la bassa profondità del lago davanti a noi. Dopo una velocissima discussione, cominciammo ad allestire la postazione. È permesso pescare con tre canne a coppia, quindi decidiamo di preparare una canna a MONSTER SQUIDDY e due a SPICY CRAB, entrambi montate con singole pop-up da 20mm staccate 3-4cm dal fondo. Avevamo deciso di adottare questa tecnica data l’alta quantità di fango sul fondale del lago.

Alle 14.30 Jakub suonò la tromba che dava inizio alla gara, un abbraccio tra di noi e un forte NEVER GIVE UP per caricarci e via in acqua a cercare con l’aiuto del plumbing le zone di possibile passaggio delle carpe.

Subito trovammo al limite di un erbaio una sorta di canale in cui l’acqua non passava il metro di profondità, però sicuramente era una zona in cui qualche nostra amica poteva recarsi alla ricerca di cibo. Le altre due canne decidemmo di andare a lanciarle in lago aperto sempre in prossimità di erbai.

Cala la notte sul lago di Katlov e finalmente, stremati ci sdraiamo sulla branda.

… prendiamo sonno, fuori c’è una leggera brezza che fa muovere il telo della tenda e, nel tepore del sacco a pelo ci addormentiamo pesantemente.

Bip! Un singolo bip mi fa svegliare, mi giro verso la centralina e vedo il led blu illuminato; guardo Damiano che ancora dorme tranquillo. Non do peso a questo singolo suono attribuendo la causa alle erbe che sono andate ad ingarbugliarsi nel filo. Mi rigiro nella branda e come richiudo occhio… Bip! Di scatto mi giro… Bip…Bip…! E ancora silenzio. Il cuore mi batteva forte fino a quand… Biiiiiiiiiiiiiiiiiiiip!!!!!! La centralina impazzì.

Di scatto mi alzai chiamando a gran voce Damiano.

Uscii di fretta e furia dalla tenda e ferrai la canna. Subito capii che avevo a che fare con un pesce di discreta dimensione. Damiano dopo aver chiamato Luca e Riccardo corse a prendere il guadino e ci precipitammo in acqua per concludere il combattimento.

Riuscimmo a portare a guadino una bellissima carpa intorno ai 14 chilogrammi, una grandissima soddisfazione dato anche che era il primo pesce per noi in questa manifestazione.

Aspettammo Ross per le riprese e le interviste e, finito il tutto rilasciammo nel suo ambiente questa meravigliosa creatura.

Da questa cattura fino alla sera, portammo a guadino 8 pesci tra cui una bellissima regina di 16,700 chilogrammi, qualche fantastica specchio, fino a quando Damiano è riuscito a portare a guadino una fantastica koi di circa 5 chilogrammi. Un pesce che, anche se piccolo, era di una bellezza e di un colore strepitoso. Alla sera, parlando con i giudici della gara, ci comunicarono che ci trovavamo al primo posto. Li l’agitazione e l’adrenalina saliva ancora di più. Scoprimmo anche che i nostri “rivali“ che erano nella posta difronte alla nostra, si trovavano a pochi chilogrammi da noi. Perciò per essere sicuri avremmo dovuto catturare ancora un pesce sopra i 16 chilogrammi e uno di circa 15. Missione di certo non facile!

… Tutto tace, in lontananza qualche tuono e forte vento si stavano abbattendo sul lago. Una goccia alla volta cominciarono a cadere sul telo della tenda, piano piano aumentavano fino a quando il temporale vero e proprio si trovava sopra di noi. Bippppbiibiip!! Improvvisamente la centralina si illumino con due led accesi, aprii lentamente la tenda e guardai fuori, il forte vento aveva fatto cadere il pod; chiamai Damiano per darmi una mano ma, niente, non si svegliava. Mi risedetti sulla mia branda e all’improvviso la centralina cominciò a suonare all’impazzata….!!

Era il turno di Damiano ora, lo “strattonai“ fino a quando si svegliò e corse fuori dalla tenda. Mi spogliai le calze aiutando anche Damiano a togliersi le sue così da essere pronti per andare a terminare il combattimento a centro lago. Vento fortissimo e acqua a più non posso che mi impediva persino di vedere dove si trovava il pesce. All’improvviso vidi uscire dall’acqua un agglomerato di alghe e rami e li capii che il pesce era vicino, pensando si trattasse di un bel pesce, mi precipitai a capofitto con il guadino su di lui e lo guadinai. Aprii la rete per vedere se realmente il pesce era grosso e….SI!!!!!!! era una fantastica regina. Chiusi la rete e tornai a riva, abbracciai Damiano per l’ottimo lavoro e combattimento fatto.

Una volta slamato e messo il pesce nel materassino aspettammo i giudici per la pesatura e conferma del pesce.

Ormai il tempo si faceva sempre più stretto, le ore passano e ne mancano sempre meno al termine della gara, fino a quando, a meno di un paio d ore dalla fine, la solita canna calata all’interno dell’erbai si piega sotto la forte trazione del pesce, non ci penso due volte, prendo la canna in mano e comincio a correre nel lago verso il pesce. Arriviamo sopra al pesce in poco tempo e da li comincia il combattimento. Damiano davanti a me con il guadino che seguiva il pesce. Come uscì la testa del pesce dall’acqua, notiamo subito che abbiamo a che fare con un bel pesce. Damiano si mette in “agguato “ e con un movimento furtivo guadina una fantastica regina.

Esultammo fortemente in mezzo al lago. Dopo aver chiuso le bacchette del retino ed aver arrotolato la rete, prendiamo con noi il pesce e torniamo a riva. Luca che ci aspettava con un sorriso gigante stampato in faccia e Riccardo che quasi si commosse per l’ottimo lavoro che siamo riusciti a fare. Moltissimi spettatori ci aspettavano a riva, tra cameramen e “amici “.

Sempre solita routine, slamatura, pesatura, fotografie e filmati. Questa volta avevamo fatto bingo, una fantastica regina da 17,200 kg era li, proprio tra le nostre braccia. Foto di rito e si ritorna in acqua per ridare la libertà a questa magnifica creatura.

….. La tromba del fine gara suonò!!!!! Un urlo di gioia condiviso con tutti i miei Amici e una fantastica corsa dentro in acqua con un super tuffo nelle gelide acque di Katlov.

“il cielo è azzurro sopra a Praga”

Un racconto, un concentrato di emozioni e sensazioni, fatica e fango, vento e “ rabbia che non ci ha fatto mollare fino alla fine. Una manifestazione vissuta con adrenalina dentro al corpo, la stanchezza che forse non ci ha fatto nemmeno vivere tutto al 100%.

Piccoli, o meglio, grandi sogni che si realizzano. Credere sempre in ciò che si fa ragazzi, non tiratevi mai indietro per ciò che credete e…. NEVER GIVE UP

A cura di Samuele Rossi

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