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Quel canale che si tinse di un colore particolare...Koi! Marginal fishing by Betackle

Sponde strette, melmose e ricche di canneti, con acque caratterizzate da alghe e fango che rendono scarsa la visibilità anche sotto riva. A volte affrontiamo queste acque solo perché gli stimoli dati dalle “leggende” ci portano a esplorare questi spot e a sottovalutarli in quanto sembrano, a primo impatto, i più facili.

Prima di cominciare la nostra azione di pesca, sarebbe buona abitudine, munirci di occhiali polarizzati, una canna con un marker e buona volontà, e dove possibile, fare qualche lancio per “scandagliare” e farci un' idea della conformazione del fondale.

Sceglieremo quindi il nostro spot dove vedremo le carpe mentre si alimentano, o dove la presenza di ostacoli in acqua prolifica, perché proprio li le nostre ambite baffone passeranno e si alimenteranno.

Data la scarsa imponenza del nostro canale, ci basteranno pochi accorgimenti e ci basterà portare lo stretto indispensabile per affrontare la sessione di una, massimo due notti.

Le canne che ho scelto, sono delle 10' da 3.5lb, scettici a parte, sono degli attrezzi davvero potenti e pratici, che mi danno la possibilità di raggiungere la sponda opposta lanciando zavorre non inferiori ai 150gr e un bel sacchetto in Pva carico delle nostre esche.

In bobina ho scelto di utilizzare una treccia da 30lb, con uno spezzone di fluorocarbon dello 0,60 di circa 5 metri per non incorrere in rotture dovute dalla presenza di cozze di acqua dolce. La scelta dei terminali ricadrà sempre su un buon trecciato, di almeno 30 lb, o su un fluorocarbon almeno dello 0.50, dove andremo ad eseguire in ordine un blowback ed un D–rig.

Nel nostro spot scelto con tutti gli accorgimenti dovuti, scegliamo di impiegare delle boiles ready made nei seguenti gusti: le ECO FISH, un mix leggero con aroma squid, con una granulometria generosamente grossa, perfetto per le lunghe pasturazioni.

Le GREEN MUSSEL, un mix basato su farine di cozza ed alga, di un colore verde come dice la parola stessa, che a contatto con il fondale incuriosisce i pesci a cibarsene come se fosse un alimento naturale, senza destare alcun sospett e un esca fruttata, le SECRET FRUIT, che per alcuni pescatori scettici sembrerebbe un' azzardo, ma che nella mia esperienza in queste acque mi ha sempre dato ottimi risultati.

Per quanto riguarda questi ultimi sette mesi, mi sono dedicato molto alla pesca in questi ambienti dopo averla messa da parte per motivi lavorativi, mi sono riavvicinato cercando di osservare che cosa succede durante il giorno, individuando gli orari di alimentazione dei pesci, e in quale ciclo della marea essa avviene.

Sono sempre stato un po' scettico quando sentivo parlare di luna calante e crescente, ma mi devo ricredere in quanto associavo queste supposizioni solo ad altri tipi di pesca ma non per quanto riguarda la ricerca delle carpe.

Durante le mie sessioni ho adottato una tecnica di pesca usata nelle competizioni di carpfishing che si basa sul posizionamento dei nostri inneschi in linea obliqua, partendo con la canna più distante a noi rasente il canneto, quella centrale a circa 2/3 metri dalla riva, e la terza, quella più vicina a noi, a centro canale, in modo da coprire una vasta zona di pesca e di pasturazione.

Nello specifico il mio spot, come i frequentatori della zona ben sapranno, è popolato da molti anni, dai mostri di acqua dolce, ovvero dai nostri amici siluri con i quali almeno una volta nella vita si vorrebbe immortalare uno scatto per arricchire il proprio album; ma per chi come me, non ha la possibilità di poter frequentare costantemente la zona di pesca, farebbe più piacere che gli amici se ne stessero ben lontani dai nostri inneschi, lasciando spazio ai ciprinidi. Purtroppo non sempre è cosi, infatti durante le ore che precedono la notte non è difficile scorgere le cacciate dei siluri a galla, che per un secondo rompono il silenzio facendoti capire che in quel momento loro sono li.

Una notte secca, come sempre, pasturo per i quattro giorni che precedono la pescata, ma non sono molto fiducioso in quanto sto provando una spot nuovo, con un scalino a ridosso della sponda opposta che scende dai 4 ai 7 mt, ma la temperatura in questi giorni si abbassa bruscamente e dentro di me penso che forse è stata la scelta giusta quella di provare a catturarle proprio li.

La marea è quasi perfetta, siamo appena usciti dal periodo di piana.

Arrivo nello spot alle 19, preparo gli inneschi e in circa 40 minuti sono seduto che sto cenando. Arriva il buio, l'umidità, decido di ritirarmi in teda dato che il giorno seguente mi avrebbe aspettato un altro giorno di lavoro; alle 2 circa parte la prima canna, ferro e capisco subito che non era una carpa, infatti appena affiora dall' acqua noto i lunghi barbigli, un siluro di circa 10 kg.

Rilancio la canna e dopo 40 minuti riparte, sempre lei, calata nell' immediato sottoriva, innescando una singola boiles da 20 mm, una SECRET FRUIT, alleggerita da una pop up a creare cosi uno snowman irresistibile; ferro la canna, ma il pesce mi viene in contro, recupero velocemente fino a rientrare in contatto con esso e dopo circa una decina di minuti di combattimento scorgo una livrea arancione, e allibito mi iniziano a tremare le gambe. Appena entra nel guadino, sono incredulo, e non riesco a spiegare a parole le emozioni che ho provato in quel preciso istante.

La prima cosa che ho fatto dopo averla slamata e messa in sacca, è stato chiamare un mio carissimo amico per dargli la notizia chiedendogli se potesse venire a scattarmi alcune foto. Una koi mozzafiato, pura, integra, pulita, mai presa prima, un pesce unico, un sogno, il mio sogno, il nostro sogno. Chi di noi non sogna un pesce cosi? Io si, l'ho sognato e ho potuto esaudirlo grazie alla tenacia, allo spirito che mi avete tramandato tutti voi, la dedico a tutti voi amici miei, uno per uno deve sentirsi preso in causa guardando questa foto e continuare a sognarla, perchè niente è impossibile!

Un saluto a tutti!

A cura di Giacomo Cassan

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